P. P. Rubens - Venus Frigida - ©Lukas Arts In Flanders vzw - MAS

Nel XVI secolo Anversa era un importante centro commerciale e mercantile e il suo porto, probabilmente il più vitale del mondo dell’epoca, era l’epicentro degli scambi che collegavano il nord con il sud dell’Europa, e questa con il Nuovo Mondo. Fu questo un periodo di grande ricchezza e produzione artistica, con uno stile nuovo, nato dalla sintesi tra l’influenza dei grandi Maestri italiani e la tradizione dei Primitivi fiamminghi e della dinastia dei Bruegel. Uno stile che si può dire sintetizzato nell’opera di Pieter Paul Rubens, di Antoon Van Dyck e degli altri che sempre più lasciarono il manierismo per addentrarsi nel barocco.


 

Culla del Seicento Fiammingo

A day in Antwerp - Groenplaats with statue of Rubens © Kris Jacobs

Nonostante la furia iconoclasta distruggesse nel 1566 molte opere d’arte sacra e le guerre di religione di fine XVI - XVII secolo allontanassero da Anversa gran parte della popolazione e dei mercanti calvinisti, Anversa aveva assunto una fisionomia che ancora oggi caratterizza la città contemporanea e che scandisce l’esperienza del visitatore moderno. Il suo tessuto urbano si snoda a ridosso del fiume Schelda, attorno alla piazza Grote Markt, dove sorgono il municipio e le case delle gilde, e si irradia verso l’interno, dove alcuni edifici in particolare erano, e sono tuttora, fondamentali punti cardinali: stiamo parlando dell’imperdibile casa-museo di Rubens, ovvero il “Palazzo” in cui il Maestro condusse gran parte della sua vita e delle sue attività, dell’altrettanto imperdibile casa-museo di Rockox, grande committente di Rubens nonché collezionista, e della stamperia della famiglia Plantin - Moretus, oggi museo Patrimonio Unesco in cui l’arte va a braccetto con preziose e prestigiose pubblicazioni d’epoca; e ancora, la dimora del collezionista Fritz Mayer van den Bergh, oggi museo che tra gli altri ospita capolavori di Bruegel, e l’orfanatrofio della Vergine, un edificio del XVI secolo oggi museo Maagdenhuis. Insieme alla Cattedrale e al Museo Reale di Belle Arti (che riaprirà le sale dopo lunghi restauri nel 2019), sono questi i luoghi in cui il viaggiatore amante dell’arte e della storia trova numerose tracce di un passato glorioso e degli artisti cittadini più celebri: Rubens e Van Dyck in primis, oltre che tanti altri interpreti della storia dell’arte fiamminga di tutte le epoche.

La città di domani

Anversa contemporanea, nel frattempo diventata una capitale mondiale della moda e un’avanguardia nel design, dopo essersi riappropriata delle aree più centrali del porto, attualmente riqualificato grazie a un mix di edilizia residenziale, servizi e grandi realizzazioni culturali come il MAS, museo sull’acqua dedicato alla storia e all’identità di Anversa, e al Red Star Line Museum, che racconta la storia dei migranti che da qui lasciarono il Vecchio Continente per il Nuovo Mondo tra metà Ottocento e inizio Novecento, si rivolge alle archistar per ridefinire il proprio skyline e il proprio baricentro. È il caso del recupero della Port House, la capitaneria di porto: progettata da Zaha Hadid, è divenuta in poco tempo il nuovo simbolo di una città sempre in movimento. 

Scorcio con la Port House di Anversa (c) Havenbedrijf Antwerpen - Peter Knoop
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