Il Castello Genoels-Elderen - ©Wijnkasteel Genoels-Elderen
Emma Thomson

Emma Thomson

  • Job: Freelance travel writer and author of Flanders: The Bradt Travel Guide
  • Favorite destination: Belgium
  • Likes:Travel writer, editor, broadcaster, photographer
Emma ci racconta la prima esperienza nel mondo della degustazione di vini durante la sua visita a Chateau Genoels-Elderen a Limburgo.

Maggio

Il Castello del vino Genoels-Elderen
La mia guida Bertje, bionda e con un lucidalabbra rosa ci saluta, presenta così il castello: "La cosa fantastica della produzione di vino nelle Fiandre è la passione dei giovani proprietari.
"Ci si concentra sulla qualità e non sulla quantità!"
Il Castello del Vino Genoels-Elderen: vigneti

Lo Chateau Genoels - Elderen è unico nel suo genere in Belgio, nascosto nella fertile regione di Haspengouw vicino a Tongeren. Il castello è famoso per le sue mele e pere succose, ma il terreno argilloso è l'ideale anche per far crescere vigne. La viticoltura, che venne introdotta in questa regione dai romani, scomparve nel 17° secolo a causa di una mini era glaciale e successivamente a causa dell’arrivo di Napoleone che pagò i vinattieri fiamminghi per distruggere le loro coltivazione e proteggere, così, il monopolio della Francia nel commercio di vini. 

Sentendo l’espressione Era glaciale mi sorge spontanea da porre a Bertje: "Come facevano le piante a sopravvivere ai lunghi e freddi inverni del Belgio?" Sorridendo la guida mi risponde "Queste vigne possono sopportare temperature di 35 gradi sotto zero, il freddo non le spaventa." 

Abbiamo fatto una passeggiata dietro al castello, costruito in stile classico, per ammirare le vigne che riempiono la collina, i tronchi pieni di nodi sembrano uscire dalla terra come dei pugni chiusi.

Il castello del Vino Genoels-Elderen: vigna
L'attuale proprietario, Jaap van Rennes, ha avuto difficoltà a mettere insieme tutti gli appezzamenti di terra dopo aver comprato il primo terreno nel 1990. Sua figlia Joyce lasciò gli studi a 17 anni per andare in Francia a imparare il mestiere dell'enologo. Sono passati più di vent'anni e i loro vini Chardonnay frizzanti e lisci continuano a ricevere riconoscimenti.
Il Castello del Vino Genoels-Elderen: piantine
Bertje solleva l'angolo di un telo di plastica alla base di una giovane pianta e indicando il ceppo ricoperto di cera rossa, dice: "Guarda, riesci a vederlo? Come molte altre varietà di vino, il nostro vitigno Chardonnay è innestato su una radice di Chardonnay americano, che ha una resistenza agli insetti superiore alle piante europee. Vengono unite e con il passare del tempo le due piante diventano una sola." E ridendo aggiunge: "Il vino europeo deve molto più di quello che ammette all'America."
Il Castello del Vino di Genoels-Elderen: cantina con botti di quercia

Goffamente domando: "I Joyce vivono ancora nel castello?" E Bertje gentilmente risponde: "Certo, ci sono tre generazione sotto lo stesso tetto. L'attuale castello è stato costruito nel 18° secolo, ma le fondamenta sono presenti dal medioevo, ora vi farò visitare le cantine che risalgono al 13° secolo." 

Scendiamo in una cantina umida, i muri sono pieni d'acqua e nell'aria si sente un odore stantio di muffa. Dietro a delle cancellate in ferro decorato si vedono pile di barili di quercia piene di acqua vite, una specie di grappa preparata dal succo di uva pressato di seconda qualità. I barili si vedono appena sotto una coltre di funghi neri che si alimentano degli zuccheri fermentati. Il contrasto con la cantina principale automatizzata dove tutti i barili sono sistemati in maniera quasi maniacale è piuttosto evidente.

Il Castello del Vino Genoels-Elderen: degustazione
Il nostro tour finisce con una degustazione. Bertje porta una bottiglia di Chardonnay Blauw (blu), vino che ha vinto diversi premi, e ne versa un po' nei bicchieri. Fa girare il calice con destrezza dalla base, lo solleva avvicinando il naso al bordo e annusa l'aroma del vino. Dopo aver sentito l'aroma è la volta di provarne il sapore, avvicina le labbra, fa un sorso rapido e dopo averlo tenuto qualche istante in bocca lo deglutisce. Provo a copiarne i movimenti, ma il mio vino esce dal bicchiere e mi finisce sul naso mentre l'avvicino per annusarne l'aroma.

Provo a riscattarmi emettendo suoni di approvazione e provando a fare l'esperta dico: "Mmm, sento tracce di miele". Al mio tentativo segue silenzio mentre continuiamo a guardare il vino nei nostri calici. Allora Bertje prende in mano la situazione e dice: "Questo è un vino ancora giovane, non ha quel sapore affumicato che si può trovare nella versione Gold della stessa vigna. Riuscite a sentirlo?" Rispondo con un suono d'approvazione: "Mmm". 

È chiaro che io non sia un esperto di vini, ma non ci vuole molto per essere in grado di apprezzare una tale eccellenza, mentre fuori il cielo a coperto da nuvole grigie.

Info

Per maggiori informazioni o per prenotazioni di visite guidate fare riferimento a www.wijnkasteel.com. I tour devono essere prenotati in anticipo e sono disponibili da lunedì a sabato. Durata: due ore, costo: €55.
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