I belgi nel mondo internazionale della moda - ©Flanders Today
Dopo aver atteso l’ultima parola per un certo periodo, la conferma definitiva ha fatto comunque notizia, quando Raf Simons ha firmato il contratto con la prestigiosa Maison Christian Dior. Per i prossimi anni lo stilista belga sarà il direttore creativo delle collezioni Haute Couture, pret-à-porter e accessori femminili. Adesso sia le collezioni femminili sia le collezioni maschili saranno dirette da stilisti belgi. Raf Simons dovrà mostrare tutto il suo talento per far dimenticare John Galliano, ma Kris Van Assche conosce le regole del gioco visto che è arrivato prima di lui, andando a sostituire Hedi Slimane. Slimane aveva dato un taglio radicale alla linea maschile tradizionale e il suo approccio si era guadagnato una notevole attenzione da parte della stampa, ma sfortunatamente le sua collezione non ha suscitato lo stesso riscontro nel pubblico. Quando ha lasciato la Maison Dior, Kris Van Assche si è trovato ad affrontare il difficile compito di aderire all’approccio moderno di Slimane e di creare al contempo una linea più facile da indossare e leggermente più adulta. Il gruppo del lusso LVMH presieduto da Bernard Arnault ovviamente è stato felice di avere Van Assche come direttore creativo per cinque anni. Nel frattempo lo stilista ha continuato a creare la propria collezione maschile. Van Assche ha completato gli studi all’Accademia della Moda di Anversa nel 1998.

Dietro la Maison Chanel c’è il grande Karl Lagerfield, che naturalmente si avvale della collaborazione di un team di stilisti creativi in ciascuna divisione. Nel 2008 il belga Peter Philips è stato nominato direttore creativo della divisione maquillage, e ciò significa che dietro ai nuovi colori di maquillage presentati ad ogni stagione c’è lui. Philips si è diplomato all’Accademia della Moda di Anversa nel 1993. Poco tempo prima Lagerfield aveva scoperto il talento creativo di Laetitia Crahay, che allora dirigeva lo studio di progettazione della Delvaux, azienda leader nella produzione di borse, e la nominò direttrice creativa della divisione gioielli e accessori della Maison Chanel. Crahay ha studiato moda a La Cambre, Bruxelles, e ha lavorato come art director per Olivier Theyskens che stupì Parigi con la sua prima collezione gotica nel 1997. Dopo aver lavorato come art director per Rochas e Nina Ricci, Theyskens creò una linea per un’etichetta americana che prese il nome di Theyskens’ Theory. 

Un altro stilista belga che si è aggiudicato il plauso internazionale è Olivier Rizzo, che dopo essersi diplomato all’Accademia della Moda di Anversa nel 1993, ha lavorato a stretto contatto con il compagno di studi Willy Vanderperre, divenuto in seguito fotografo di moda. Nel 2001 Marc Jacobs lo contattò per organizzare una sfilata uomo per Louis Vuitton. Con l’aiuto di Vanderperre selezionò le modelle e finì con il restare con Vuitton per tre anni, in qualità di consulente, prima di collaborare con Dolce & Gabbana, Jil Sander e infine Prada. Un altro stilista fiammingo molto conosciuto è David Vandewal. Dopo il diploma all’Accademia della Moda di Bruxelles nel 1992, si è fatto un nome a New York, dove ha lavorato come stilista per riviste del calibro di W Magazine, Interview, i-D e Vogue. Attualmente figura sul libro paga di T, la rivista di moda del New York Times. 

Source: Flanders House, Flanders Today 04/16/12

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