48 ore a Mechelen: un outsider che ha tanto da raccontare

2 giorni
Mechelen
Central Square (Grote markt) - Mechelen

Una torre emblematica, racconti dell'opulenta epoca borgognona, preziose lezioni di storia, divertimento per i più piccini e sublimi esempi della nostra rinomata cultura della birra. Mechelen è una meraviglia poco conosciuta che merita una visita. Vedere per credere.

Giorno 1

Un tumulto storico

Saint Rumbold's Cathedral

Nell’immaginare le città fiamminghe, viene subito da pensare alla spumeggiante Bruxelles o all’elegante Anversa. Ma proprio a metà strada tra le due metropoli si cela un altro gioiellino: Mechelen. Questa accogliente città d'arte è grande nella sua modestia e merita decisamente di essere scoperta. La nostra visita non può che iniziare dal Grote Markt, la piazza principale. Eccoci subito all’ombra dell’imponente cattedrale di San Rombaldo. Questo simbolo, la cui costruzione iniziò nel XIII secolo, continua tutt’oggi a torreggiare fieramente sulla città. Con i suoi spettacolari archi rampanti e la torre piatta, rimasta incompiuta, la costruzione permane avvolta in un certo mistero.

Puoi esplorarla anche da vicino. Indossa le tue scarpe (pesanti) e incomincia a inerpicarti sulla torre. Durante la salita puoi tirare il fiato nelle sei stanze della torre, dove si rivelano 500 anni di storia. Alla fine di questo tumulto storico avrai una grande ricompensa: la passerella con una vista ammaliante che arriva fino a Bruxelles e Anversa. Un bel posto per tirare un profondo respiro mentre il vento gioca fra i tuoi capelli. E c’è un altro vantaggio: la discesa è un giochetto in confronto alla salita! Procediamo!

Bellezza, splendore e grandezza

Museum Hof van Busleyden

Quando ci sentiamo di nuovo il terreno sotto i piedi, una breve passeggiata ci porta a fare alcune notevoli scoperte. In primo luogo, ecco le numerose dimore sul Grote Markt, dal rinascimento del XVI secolo al rococò del XVIII secolo. Un po’ più in là troviamo il municipio, edificio gotico successivamente ampliato con elementi barocchi. Una volta assimilato lo splendore del Grote Markt, l’itinerario ci porta alla chiesa di San Giovanni (Sint-Janskerk).

Questa chiesa gotica del XV secolo è un modello di bellezza e splendore. E non c’è da stupirsi: quando fu costruita, la parrocchia era una delle più ricche del paese. Ne sono risultati alcuni impressionanti tesori. Un primo esempio è l'originale progettazione dei banchi. Questi furono commissionati su misura dai ricchi committenti della chiesa, che potevano così assistere ai servizi ecclesiastici in tutta comodità. La ricchezza è riflessa anche dall’opulenza artistica. Sull'altare della chiesa di San Giovanni domina L'Adorazione dei Magi di Pieter Paul Rubens. In origine, questo capolavoro del barocco faceva parte di un trittico realizzato su misura per questa chiesa. Gli altri due pannelli scomparvero da Mechelen durante la Rivoluzione francese e purtroppo non sono più tornati. Tuttavia la chiesa conserva qualche altra perla, tra cui un'Annunciazione, della bottega di Rubens, e I Quattro Evangelisti di Jacob Jordaens.

Oltre alle chiese e alla cattedrale, a Mechelen incontri ovunque palazzi, spaziose dimore e residenze signorili. Uno degli esempi più belli è la Hof van Busleyden, un bellissimo palazzo signorile del rinascimento. Nei secoli XV e XVI, Mechelen era la capitale dei Paesi Bassi borgognoni. In quel periodo il mondo si era spalancato. Era iniziato il Rinascimento, tutto era cambiato e fu “l'uomo” a passare in primo piano. Oggi, questo magnifico palazzo signorile è testimone di tutte quelle storie e quelle idee. Racconta la storia affascinante dei borgognoni svelando i suoi numerosi tesori d'arte (e non solo) e le sue storie. E ce ne sono davvero tante. Hieronymus van Busleyden – giurista, mecenate e umanista che qui dimorava – accolse in questo luogo i grandi del suo tempo. Tra gli altri, qui era di casa filosofo Tommaso Moro, noto per il suo capolavoro, Utopia. Anche il teologo e scrittore Erasmo da Rotterdam vi fece la sua apparizione.

La Hof van Busleyden ha in serbo un'impressionante quantità di idee, opere d'arte e storie. Dopo questa visita si è fatto un po’ tardi, andiamo a rifocillarci. Si riprende con una strizzatina d’occhio a Erasmo, che abbiamo conosciuto da Van Busleyden. La sua opera più conosciuta è l’Elogio della Follia. E la prossima tappa rende omaggio proprio a ciò che è un po’ sballato e folle: Het Zotte Kunstenkabinet, (il Gabinetto dell’Arte Pazza). Questo museo espone una collezione di dipinti satirici con metafore che raffigurano i comportamenti cosiddetti riprovevoli e le relative punizioni.

Un sacro silenzio e un buon bicchiere

Large Beguinage - Groot begijnhof © Piet De Kersgieter

Dopo questa spiritosa parentesi cerchiamo un po’ di tranquillità. Dopo una mini-passeggiata per il vivace centro città, arriviamo in un’oasi di sacro silenzio: il Grande Beghinaggio. Dal XVI secolo qui abitavano le beghine, un gruppo di donne vedove o nubili che dedicavano la loro vita a Dio. Vivevano insieme nei beghinaggi, piccole città nel mezzo delle città, caratterizzate da stradine tortuose, vicoli acciottolati e casette pittoresche. Considerati il suo carattere tipicamente fiammingo e l'architettura insolita, il Grande Beghinaggio è incluso nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO. Qui sembra di passeggiare attraverso i secoli. Ed è meglio farlo in silenzio. Questi monumenti protetti sono abitati ancora oggi. E anche gli attuali abitanti apprezzano la tranquillità.

Non c’è dubbio che le Fiandre sono uno scrigno di patrimonio culturale e artistico. Ma questo va ben oltre chiese e cattedrali, campanili e opere d'arte. Anche la nostra famosa birra belga, la birra d'orzo che tutto il mondo ci invidia, si può classificare sotto questa categoria. Da questo punto di vista, anche Mechelen apporta il suo contributo, grazie al birrificio Het Anker, famoso per la sua Gouden Carolus. Het Anker risale all’anno 1471, il che ne fa uno dei più antichi birrifici del Belgio. Questa istituzione della birra si trova oggi a un tiro di schioppo dal Grande Beghinaggio.

Sarà dunque l'occasione ideale per conoscere da vicino la nostra ricca cultura della birra. Passeggia attraverso l'originale sala della birra con bollitori di rame e approfitta per degustare le diverse varietà di Gouden Carolus. La più celebre è senza dubbio la Gouden Carolus Classic, strapremiata in tutto il mondo.

Questo è il luogo ideale per un aperitivo prima di tornare in centro, dove concludiamo il tour con una passeggiata serale lungo la Dijle. Lo facciamo seguendo il Dijlepad, un sentiero che ti porta lungo e oltre il fiume. Al crepuscolo scopri la città da una prospettiva diversa. Questi ultimi passi stuzzicano un po’ l'appetito, invogliandoti a trovare posto in uno dei numerosi ristoranti del centro. E naturalmente per il dopocena non manca un locale per un bicchierino. Da questo punto di vista, De Hanekeef è caldamente raccomandato. È il più antico caffè di Mechelen e vanta un’offerta di circa 50 birre diverse. Di che lasciarsi andare fino al momento di coricarci.

Giorno 2

Nella nostra prima giornata a Mechelen, ci siamo tuffati a capofitto in un mare di tradizione, storia e racconti. E la seconda giornata non sarà diversa. Iniziamo in perfetta pace e tranquillità con una gita in barca sulla Dijle. Navigando sull'arteria principale di Mechelen, ne saprai di più sui numerosi particolari edifici lungo le rive e sulla storia di questa antica città.

 

Pagine nere

Kazerne Dossin - Museum & Memorial © Stijn Bollaert

E il percorso lungo i libri di storia non è ancora finito. Purtroppo, a volte le loro pagine sono nere come l’inchiostro, come ci insegna il Kazerne Dossin, il museo della Caserma Dossin. Durante la Seconda guerra mondiale, questa ex caserma dell'esercito era una tappa di transito per gli ebrei e i rom destinati ai campi di sterminio nazisti. Da qui furono deportati 25.484 ebrei e 352 rom. Affinché questo orrore non sia mai dimenticato, la Kazerne Dossin è oggi un museo, memoriale e centro di documentazione sull'Olocausto e sui diritti umani. Il museo prende in esame non solo gli orrori del passato ma anche questioni contemporanee sui diritti umani.

Non è esattamente un luogo dove rallegrarsi, ma la storia che racconta è essenziale. Chi desidera approfondire il tema può visitare il Forte di Breendonk. All'epoca, questo luogo presso Mechelen fungeva da cosiddetto “campo di accoglienza” per dissidenti, membri della resistenza, ostaggi ed ebrei. Oggi è un memoriale in riconoscimento della sofferenza di quel tempo.

Un altro mondo

Winter Garden of the Ursuline nuns (Wintertuin Ursulinen) © Visit Mechelen - Koen Broos

Per riprenderci da queste storie impressionanti e commoventi, ci dirigiamo verso un luogo completamente diverso. Con l’autobus – e un po' a piedi – in mezz'ora arriviamo al Giardino d’inverno delle Orsoline, un luogo di una bellezza quasi sacra. Intorno al 1900, l'ordine monastico delle Orsoline costruì questo gioiello dell'art nouveau, un'impresa che allora era all'avanguardia. Ma la sua bellezza è senza tempo. Raggi di sole giallo oro sfiorano la cupola di vetro, conferendole un aspetto sempre un po' primaverile sopra l'impressionante selezione di piante, fiori e felci. Chi entra in questo complesso monumentale entra in un mondo di meraviglie. Attenzione: il giardino d’inverno chiude temporaneamente a fine 2022 per lavori di rinnovo. Riaprirà le porte in settembre. Informati bene prima di pianificare la tua visita.

Fatto per i giovani (e meno giovani)

Animal Park Planckendael © Planckendael, Jonas Verhulst

Avendo ritrovato la pace, sarà forse il momento di liberare il bambino che è in te? A questo proposito, Mechelen ha qualcosa da proporti. Innanzitutto abbiamo il Speelgoedmuseum, il museo del Giocattolo, un mondo di immaginazione, meraviglia e nostalgia. La ricca collezione getta uno sguardo sulla cultura del giocattolo dei tempi andati.

Dopo di che, hai la scelta tra due visite a misura di bambino. La prima risponde al nome di Planckendael e si trova a Muizen, una frazione a sud della città. Si tratta di un giardino zoologico dove puoi incontrare l'elefante Kai-Mook, dar da mangiare ai colorati pappagallini, sentire l’intenso battito del becco delle cicogne, ammirare giraffe e antilopi, lemuri comuni e lemuri dalla coda ad anelli, pinguini e koala… Planckendael vuol dire ore e ore di divertimento con gli animali.

La seconda opzione risponde al nome di Technopolis, un sorprendete centro interattivo sulla scienza e la tecnologia. Un luogo che è tutta una meraviglia. Lo sapevi che l’universo è infinito? Che i raggi del sole possono far muovere qualcosa? Che puoi trasformare una sbuffata di fumo in un blocco di ghiaccio? Le esposizioni interattive e i sorprendenti esperimenti faranno rivivere lo scienziato che è in te.

Un finale borgognone

Palace of Margaret of Austria (Paleis Margareta van Oostenrijk) © Koen Broos

Rinvigoriti dall’escursione, ritorniamo in centro a Mechelen, dove il giorno prima avevamo fatto conoscenza con i borgognoni nel museo Hof van Busleyden. Concluderemo la nostra visita a Mechelen sulla stessa lunghezza d’onda, dirigendoci verso la Hof van Savoye. Questa opulenta struttura fu la dimora di Margherita d'Austria, governatrice dei Paesi Bassi asburgici tra il 1507 e il 1530. Il suo palazzo residenziale è il primo edificio in stile rinascimentale nei Paesi Bassi. La bella facciata ammalia, e una passeggiata attraverso l'incantevole giardino completa il quadro.

E così siamo arrivati a una conclusione rilassante per due giorni trascorsi bene. Va da sé che non bastano per scoprire appieno tutti i racconti, la storia, i beni e il patrimonio della città. Comunque è già un gran bell’inizio. Lasciamo il resto per la prossima visita.
A presto!

Info turistische ad Mechelen

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