Cari amici delle Fiandre,

il perdurare della situazione dovuta al COVID-19 impone che anche in Belgio siano in vigore delle misure di contenimento.
Potete trovare le relative informazioni dettagliate  sul sito del governo federale belga.   

Se state programmando un viaggio nelle Fiandre, a Bruxelles o altrove in Belgio per una durata di 48 ore o più, siete tenuti a compilare un “Passenger Locator Form” nelle 48 ore precedenti al vostro arrivo in Belgio.

Siete altresì pregati di far riferimento ai vostri rispettivi tour operator e alle direttive italiane. Consigliamo di consultare anche la sezione relativa al Belgio del sito Viaggiare Sicuri (servizio dell’Unità di Crisi della Farnesina).

Un caro saluto da tutti noi di VISITFLANDERS

Belgian Beer Battle, Flanders - September 22, 2015 - (c) FARMBOY - Jan Op De Kamp

Nel dire Fiandre, viene subito alla mente il patrimonio culturale. Cattedrali e torre campanarie, beghinaggi e castelli. E ovviamente, non può mancare la nobile arte dei nostri Maestri Fiamminghi. Ma chi dice che la storia e il patrimonio debbano necessariamente essere tangibili? Il patrimonio culturale immateriale delle Fiandre é altrettanto riccoNon solo la produzione della birra, ma anche la coltivazione di una speciale insalata, i pescatori a cavallo, il quotidiano suono delle trombe o un grande cavallo di legno che passeggia in città. Ecco le particolari tradizioni che contribuiscono alla cultura delle Fiandre.

La cultura belga della birra

Il Belgio è la culla della birra. Da secoli i birrai belgi sono gli eccellenti alchimisti che trasformano orzo, malto, luppolo e acqua nelle birre più deliziose. Il risultato si palesa nella qualità, ma anche nella quantità. Non per niente il Paese vanta un patrimonio di almeno 1.500 birre uniche, con oltre 700 profili di gusto differenti. Dalla pils alla trappista, dalla marrone-rosso fiamminga fino alla secolare e frizzante geuze, le possibilità sono infinite.

Questa squisita bevanda alcolica a base di orzo continua a stupire e ad ispirare. Le tecniche, la passione e l’esperienza che ci hanno tramandato questo simbolo di abbondanza sono anche le garanzie per il futuro. Oggi, una nuova generazione di birrai porta avanti la tradizione con lo stesso entusiasmo, affinché il nostro rapporto unico con la birra non possa mai svanire.

Belgian Beer Battle, Flanders - September 22,2015 - (c) FARMBOY - Jan Op De Kamp

La coltivazione dell’indivia belga

Così come un monaco inventò per errore lo champagne, almeno secondo la leggenda, una fortunata coincidenza ha dato alla luce delle prelibatezze delle Fiandre. Circa 200 anni fa, un giardiniere che lavorava nel giardino botanico di Bruxelles piantò una manciata di semi sconosciuti sotto uno spesso strato di terra fertile. Al buio e senza saperlo, il suo gesto diede origine a un’icona: l’indivia belga.

L’oro bianco è diventato rapidamente una componente essenziale della cultura culinaria fiamminga. Dai grandi chef ai cuochi amatoriali, l’indivia belga ha un posto speciale nei nostri cuori. E qualunque cosa accada, rimane una prelibatezza esclusiva del Paese. Ancora oggi il Belgio è l’unico posto al mondo dove questo ortaggio dalla forma affusolata e dal gusto leggermente amarognolo viene coltivato come si deve: al buio e in un terreno fertile. Una tecnica unica che dà vita a sapori celestiali.

Visit Noric Foodies in Ghent and Antwerp - ©Jonas Togo

I pescatori di gamberi di Oostduinkerke

È in assoluto uno spettacolo ineguagliabile da ammirare sulle spiagge del Mare del Nord. Robusti cavalli da tiro che passano a guado nella risacca, un cavaliere in sella con indosso stivali che arrivano fino alle ginocchia di un appariscente giallo e avvolto in una cerata dello stesso colore. Dietro di loro si trascina una grande rete. Lo scopo di questa rappresentazione è raccogliere il maggior numero possibile di squisiti gamberi. I pescatori a cavallo di Oostduinkerke non hanno eguali.

Questo posto sulla costa fiamminga è l’unico luogo al mondo dove i gamberi vengono ancora pescati secondo la tradizione. E grazie a questa usanza secolare, offriamo al mondo i migliori gamberi grigi, un’icona della ricca cultura culinaria delle Fiandre.

Shrimp Fishermen - (c) Dirk van Hove

La Processione del Sacro Sangue di Bruges

Nel pronunciare Bruges, viene alla mente il suo immenso patrimonio. E non stiamo parlando solo di una chiesa, di un monastero o persino di una cattedrale. No, è l’intera città ad essere un patrimonio, tanto è vero che l’UNESCO riconosce l’intero centro storico della città come patrimonio dell’umanità. Oltre a ciò, Bruges propone ai suoi visitatori anche un patrimonio non materiale, tra cui spicca la Processione del Sacro Sangue.

Ogni anno questa processione unica attraversa la città durante il Giorno dell'Ascensione. Un’evocazione storica che ruota intorno al Sacro Sangue di Gesù Cristo e nonostante questa usanza medievale abbia più di 700 anni, il suo spirito è ancora attuale. Ancora oggi, questa tradizione mobilita ogni anno centinaia di volontari per trasformare ogni volta questa processione in uno spettacolo variopinto e indimenticabile.

Procession of the Holy Blood - (c) Heilige Bloedprocessie vzw Frank Toussaint

The Last Post sotto la Porta di Menin, Ypres

Durante la Prima Guerra Mondiale abbiamo vissuto alcune delle pagine più buie della nostra storia. Le conseguenze furono incalcolabili e ancora oggi la regione del Westhoek ne porta i segni. I Flanders Fields sono stati uno dei più importanti campi di battaglia della Grande Guerra e i numerosi cimiteri e memoriali di guerra della regione ne sono silenziosi testimoni.

A Ypres risuona ogni sera una commemorazione musicale, che si svolge sotto l’imponente Porta di Menin, dove sono incisi i nomi dei 55.000 soldati del Commonwealth caduti. Non importa se piove o splende il sole, alle 08:00 di sera in punto i trombettisti suonano The Last Post, affinché quanto successo oltre un secolo fa non venga mai dimenticato.

Last Post Ceremony ypres - (c) Margaux Capoen - Stad Ieper

Il Kattenstoet (Festival dei Gatti) di Ypres

Ypres è uno dei principali luoghi commemorativi della Prima Guerra Mondiale, ma questa città è nota anche per qualcosa di più frivolo. Ypres, infatti, viene talvolta chiamata anche Kattenstad (Città dei gatti), per il suo rapporto speciale con questi felini domestici. Né è testimone il Kattenstoet, un’imponente sfilata dedicata al gatto che ha luogo ogni tre anni. Questa usanza evoca una celebrazione storica nel corso della quale dei gatti vivi venivano gettati da una torre. Oggi, tuttavia, questo evento viene celebrato nel pieno rispetto di questi animali.

Al termine di una grande e variopinta sfilata, dei gatti in peluche vengono gettati dalla torre campanaria. Questo momento è anche il fiore all’occhiello di una delle più celebri parate delle Fiandre, in grado di attirare ogni volta circa 50.000 visitatori nazionali e internazionali. Questo fenomeno tipico di Ypres ha eco fino in Estremo Oriente. Ad ogni edizione circa 5.000 giapponesi vengono ad assistere incantati a questa tradizione secolare.

The Cat Parade Ypres - (c) Tijl Capoen - Stad ieper

Ros Beiaard – Dendermonde

Ogni dieci anni la vita nella città di Dendermonde si ferma. È il giorno della Ros Beiaardommegang. Questa folkloristica processione, unica nel suo genere, attraversa la città solo una volta ogni dieci anni, e quando ciò accade, ne nasce una festa popolare unica, con carri allegorici, acrobati, trampolieri, sbandieratori ed effetti speciali. Il punto culminante è il Ros Beiaard, un enorme cavallo di legno, che danza e saltella, con in sella quattro bambini: quattro fratelli, i cui genitori sono di Dendermonde. Quest’immagine rimanda a I quattro figli di Aimone, i personaggi principali di una saga secolare.

Il Ros Beiaard è un’icona di Dendermonde, ma è conosciuto anche al di fuori della città. La città di Mechelen, ad esempio, ha dedicato a questa figura il proprio Ommegang. Si tratta di una processione piena di figure folkloristiche, simile a quella che si svolge anche a Bruxelles. Tuttavia, nessuna è lontanamente paragonabile al Ros Beiaard di Dendermonde.

Ros Beiaard Dendermonde - © Hendrik De Schrijver

Cultura del carillon

Everything’s bigger in Texas? Non quando si parla di strumenti musicali, questo è certo. Ne sono la prova i carillon, strumenti musicali tipici delle Fiandre. Queste enormi scatole armoniche composte da campane ad almeno 23 metri di altezza non possono certo passare inosservate. Un carillon di queste dimensioni viene solitamente installato all’interno di una torre e può essere suonato grazie a una tastiera. I suoni che ne escono riecheggiano per chilometri.

Affinché questo pezzo intangibile di cultura non vada perso, la città di Mechelen lo promuove con orgoglio. Proprio qui ha sede la celeberrima scuola internazionale per suonatori di carillon, istituita per mantenere viva la tradizione. Tuttavia, questa perla musicale non è l’unico patrimonio che la vivace Mechelen ha da offrire. Non per niente anche l’UNESCO se ne è accorta. La Torre di San Rumboldo, la Torre campanaria, il Grande Beghinaggio o ancora il palazzo urbano Hof van Busleyden dei Borgognoni: Mechelen è unica e splendida.

Carillon Beiaard Saint Rumbolds Tower Mechelen - (c) Piet De Kersgieter

Fiori di carta sulla spiaggia

La costa belga è un luogo per giovani imprenditori. Tutto ha inizio sin da giovani sulle spiagge del Mare del Nord. Ogni estate migliaia di bambini creano fiori di carta crespata, preziosi oggetti colorati che vengono successivamente venduti in piccole bancarelle improvvisate. Ed è possibile acquistarli, pagando solo con una moneta speciale: le conchiglie che si trovano sulla spiaggia.

Come sia nata questa peculiare usanza, non è ancora chiaro. Sappiamo che si verifica solo sulla costa fiamminga, che ha avuto origine nel 1920, che ha ramificazioni prettamente locali e le conchiglie utilizzate come monete variano da un comune all’altro. È al tempo stesso anche una simpatica attività da fare in spiaggia. Basta un po’ di carta crespata acquistata dai negozi sul pontile e tutti i bambini possono avviare la loro piccola attività.

Paper flowers - Papieren bloemen - © Marc Wallican - Westtoer
L’elenco è lungo e necessariamente incompleto. Ciò dimostra ancora una volta che le Fiandre si fondano sulla cultura e il patrimonio che non si manifestano però solo in edifici, opere d’arte o centri storici. Le Fiandre hanno infatti un enorme patrimonio immateriale da proporre che potrà conquistare il tuo cuore.
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