Cyclists on cobblestones in Flanders © www.milo-profi

È una passione smisurata, che attraversa i confini e avvolge Fiandre e Italia in un sentire unico. É la passione per il ciclismo, il desiderio di fatica sui pedali, l’entusiasmo della gara e la volontà di sfidare se stessi, oltre che la strada. Per chi ama le due ruote, la massima espressione di tutto questo è il Ronde Van Vlaanderen, il Giro delle Fiandre. Una gara che è un mito così forte da essere ispirazione per tre randonnées in Italia: la Varese Van Vlaanderen, la Martesana Van Vlaanderen e la Ronda – Fiandre Trevigiane.
Ecco perché le Fiandre e il Fiandre sono così speciali, raccontati dagli organizzatori di questi tre eventi italiani: Stefano (Ronda), Giovanni (Martesana) e Dario (Varese).

     1. Perché organizzare una manifestazione ciclistica ispirata proprio al Ronde Van Vlaanderen in Italia?

"Perché è una Classica accessibile a tutti, quella che più ci piace, la più divertente ed entusiasmante! Per dare a tutti la possibilità di pedalare su strade del tutto simili a quelle delle Fiandre” spiega Stefano. Per Dario e Giovanni la scintilla è stata proprio la similitudine del percorso: alla scoperta di muri e pavé in Italia, la mente è volata nelle Fiandre. E poi, aggiunge Giovanni, perché “il fascino delle classiche del nord è unico!”.


     2. In cosa trovi che il Ronde Van Vlaanderen sia unico?

“Percorrendo le strade, i borghi e i muri si respira l’epopea del ciclismo, trasudando le medesime fatiche che hanno provato tutti i più grandi campioni che hanno contribuito a scrivere la storia del grande ciclismo.” Così Dario spiega anche perché migliaia di ciclisti ogni anno partecipino a We Ride Flanders, la gara amatoriale del Ronde in programma il sabato che precede la gara dei professionisti. 

Giovanni completa il quadro: “Sicuramente per l’atmosfera di festa, l’entusiasmo della gente e soprattutto per la birra!”

Cyclsits on cobblestones © Visitflanders

     3. Quali sono gli aspetti del Ronde che più ti appassionano?

Per Dario l’emozione è “la possibilità di sentire respirare i ciclisti che ti sfiorano a velocità ridotta lungo le innumerevoli salite del percorso, oltre al fatto che è possibile vedere più volte il passaggio dei professionisti spostandosi di poche centinaia di metri”.

Giovanni evidenzia i dettagli più coinvolgenti: “La fatica, la tensione, la concentrazione, le sparate sui muri, Boonen che scatta sul Taaienberg che tutti se lo aspettano eppure il suo scatto fa sempre male, Sagan che stacca tutti sul Paterberg, Cancellara che lascia indietro Tom, momenti iconici che rimangono impressi nella memoria degli appassionati. Le gare di un giorno e soprattutto le Classiche del pavé regalano emozioni che tutte le altre corse non riescono a dare.”

Infine, tutti concordi, il percorso: vario e pieno di insidie, per cui è “impossibile annoiarsi”, come sottolinea Stefano.


     4. E quali sono gli aspetti o le emozioni del Giro delle Fiandre che i ciclisti che partecipano alla vostra gara ritrovano?

Per Stefano della Ronda, sicuramente “il divertimento di pedalare su un tracciato dai continui cambi di ritmo, costellato da tanti passaggi caratteristici, sfidando tratti sterrati e pendenze al limite della ciclabilità”.

Per Dario della Varese Van Vlaanderen il bello, come nel Fiandre, sta anche nel “provare l’ebbrezza di passare da una valle alla successiva, senza soluzione di continuità, ritrovandosi sempre nelle stesse zone, senza mai rifare due volte lo stesso strappo.”

Ma come, sottolinea Giovanni della Martesana Van Vlaanderen, sono le emozioni legate al Ronde che fanno la differenza: “L’atmosfera di festa oltre alla difficoltà del percorso sono certamente aspetti che si possono ritrovare”.

“Il senso di aggregazione e condivisione che si instaura tra i partecipanti, per una volta non avversari ma compagni di avventura”, come lo descrive Stefano, è ciò che lega i tanti partecipanti di queste gare.

Cycling in Flanders © Steven Ledoux

     5. Cosa rappresentano le Fiandre, e il Giro delle Fiandre, per gli amanti del ciclismo?

Non ha dubbi Stefano: “La storia del ciclismo, la Classica Monumento più importante e uno dei migliori biglietti da visita che questo sport possa offrire. É un’esperienza che ogni ciclista dovrebbe provare almeno una volta nella vita: è divertente, adrenalinica, entusiasmante e coinvolgente.”

Anche per Giovanni “Rappresentano qualcosa di mitico, un fazzoletto di terra dove si concentra una passione tremenda per la bici, dove si corrono centinaia di corse tutto l’anno, un posto dove la bici fa parte della cultura quotidiana. Il Giro delle Fiandre gasa: i giorni di avvicinamento, le gare delle settimane prima, tutto si conclude con il Fiandre, una festa, una gara speciale!”


     6. Un ciclista in viaggio nelle Fiandre non può assolutamente fare a meno di….

… bere la birra e provare a scalare il muro di Grammont senza mettere il piede a terra, nemmeno per un istante! E godersi una sosta in cima alla cappella in cima alla collina, pensando a quanto deve essere stato emozionante scollinare per primo durante la gara dei professionisti. (Dario)

… scalare i muri più famosi ma anche “scoprire” quelli più nascosti e meno noti, visitare il museo del RVV a Oudenaarde, e ovviamente degustare tanta buona birra belga! (Stefano)  

… assolutamente il Muur van Gerardsbergen, il Koppenberg, l’accoppiata Oude Kwaremont e Paterberg, questi sono obbligatori, poi non bisogna dimenticarsi di fermarsi in tutte le birrerie della regione, la migliore birra è quella belga! (Giovanni)

De Muur van Geraardsbergen © Visitflanders
Arrivato fin qui, immaginiamo tu non veda l’ora di vivere le due ruote nelle Fiandre. Tranquillo, non è necessario aspettare il Ronde Van Vlaanderen. Il calendario è ricco di gare per professionisti ed amatori in tutte le stagioni, mentre muri e pavé aspettano le tue ruote 365 giorni all’anno. Per saperne di più, visita il sito Cycling in Flanders.
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