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Seppe Nobels
Restaurant ’t Gasthuis

Seppe Nobels

Seppe Nobels è stato per anni il famoso chef del ristorante di verdure sostenibile Graanmarkt 13 di Anversa. In quel ruolo ha insegnato agli ospiti che basta avere a disposizione verdure fresche per mettere in tavola piatti sorprendenti. Sul tetto del ristorante aveva allestito un orto cittadino con più di cento tipi di erbe e verdure. In qualità di chef di verdure, attraverso libri di cucina e programmi TV ha insegnato al suo popolo a ridare il giusto valore alle verdure locali, talvolta finite nel dimenticatoio. Dieci anni e una stella verde Michelin più tardi, Seppe dice addio alla sua cucina per iniziare una nuova avventura.

La ricchezza dei nuovi arrivati in cucina

In una ex mensa dei lavoratori navali e metalmeccanici del porto di Anversa ha aperto ’t Gasthuis, un progetto a metà tra centro di formazione e ristorante esperienziale. In cucina e in sala lavorano persone fuggite dal proprio paese per motivi politici o economici, alla ricerca di un futuro migliore. Grazie all’apporto delle loro culture gastronomiche, in ’t Gasthuis nasce la cucina fusion 2.0.

“Secondo me è totalmente sbagliato che ci aspettiamo che i nuovi arrivati dimentichino tutto della loro terra di origine. Dobbiamo invece invitarli a condividere il più possibile del loro stile di vita”, racconta Nobels in un’intervista al quotidiano De Standaard. Seppe e la sua brigata multiculturale all’’t Gasthuis preparano piatti d’autore che i profughi hanno portato con sé ad Anversa: i piatti che hanno imparato a cucinare da bambini o ragazzi, che i loro genitori e nonni preparano ancora e che forse non assaggeranno mai più nel loro paese, dopo la fuga. Ma naturalmente li preparano alla maniera di Seppe Nobels. E ciò significa con rispetto per gli ingredienti, i prodotti e le tecniche belghe. Perché lo chef non ha dimenticato l’amore per il proprio territorio; ecco allora che i dolmades iracheni vengono serviti con cavolfiore viola locale e alghe della Schelda orientale. Quando concludono i loro studi, i corsisti conoscono il gusto degli asparagi, dei cavoletti e del pesce del Mare del Nord.

Chi va a mangiare all’’t Gasthuis non gusta semplicemente un piatto, ma anche racconti che stimolano la solidarietà e l’empatia. Una connessione importante per Nobels: “Non la connessione che crediamo di trovare nella rete di smartphone e social, ma il legame essenziale che si crea seduti a tavola intorno a un tegame.

"Het is volgens mij heel fout dat we van nieuwkomers eisen dat ze alles vergeten van hun land van herkomst. We moeten hen juist uitnodigen zo veel mogelijk over hun levensstijl te delen."

Le vittime di guerra mi raccontano che persino nei rifugi resta quello il momento più importante della giornata”, continua lo chef nella stessa intervista. Che il progetto sia riuscito lo testimonia la stella verde Michelin che il team ha ottenuto quest’anno. E forse, ancora più importante, che nel frattempo il 95% dei primi diplomati ha trovato lavoro.

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